Il tuo carrello: 0 voce
Totale Iva Inclusa : 0,00 €
Il carrello é vuoto!
Prodotto update
Coupon
add
Coupon code invalid! Please re-enter!
AJAX loader
checkout
Virtuemart Extensions

Antropologia Culturale

Antropologia Culturale: simboli, tradizioni, credenze, filosofia, riti, costumi...

L'Antropologia culturale: una fondamentale chiave di ricerca e di indagine. Le forme simboliche come le arti, i miti, le leggende diventano gli strumenti per interpretare i modi in cui le persone e i popoli esprimono la loro visione sul mondo e il contesto che li circonda. La cultura, le credenze, i costumi si pongono al centro dell’interesse dell’indagine con tutte le sue modalità di conservazione, innovazione, trasmissione.

L'Arca dell'Alleanza - Il dio primitivo e il sacrificio totemico

Sigmund Freud nel suo libro “Totem e tabù e altri saggi di antropologia” scrive: “La tribù si aspettava dal suo totem protezione e favore. Se si trattava di un animale pericoloso, lo si credeva incapace di nuocere ai suoi compagni-uomini, e, in caso contrario, la vittima veniva esclusa dalla tribù avveniva che si rimettesse alla decisione del totem, quando si trattava di risolvere questioni di discendenza e di legittimità. Il totem assiste gli uomini nelle malattie, dispensa al clan presagi ed ammonimenti

Ma da dove proviene questa forza unificatrice che si attribuisce all’atto di mangiare e bere insieme? Nelle società più primitive c’è solo legame assoluto ed incondizionato, la comunanza di clan (Kinship). È un gruppo di persone la cui vita forma una così intima unità fisica che ciascuna di esse può essere considerata un frammento di una vita comune. Quando un membro viene ucciso, non si dice: “Il sangue del tale è stato versato”, ma “il nostro sangue è stato versato”.

L'Arca dell'Alleanza - La Divinita e l'Eucaristia

Per quanto riguarda la successiva evoluzione dell’antico sacrificio totemico nella società sono sopraggiunti cambiamenti essenziali nell’atteggiamento nei confronti del padre, e forse anche nell’animale. Ricordiamo che il padre era rappresentato due volte: come dio e come animale sacrificio. I membri (fratelli) che si univano in bacchetto dovevano desiderare di divenire simili al padre, e cercando di soddisfare questo desiderio assimilando durante il banchetto totemico, parte dell’animale che ne rappresentava il surrogato.

Parlare dei Celti, gli indeuropei, e non cadere nella retorica nella quale gli storici, tutti o quasi si imbattono quando trattano sulla storia di un popolo che ha origini così antiche da non potere essere datati con precisione. Nel narrare le loro origini si scrive tutto, ma nel contempo si nega il tutto " forse sì, forse no!"

E ciò è normale, in un popolo che ha lasciato poco o nulla della sua religiosità, della sua cultura e civiltà organizzata. Certo, gli storici (sapendo poco o nulla) fanno allusioni, collegano con assurdi paragoni ai miti greci e romani.

I celti erano sciamani

Come detto nel numero precedente, poco o nulla è stato tramandato, e ciò che è stato ritrovato dice, senza ombra di dubbio, che conoscevano le erbe e le piante medicamentose. Ma ci sono simboli in un racconto dell’alta Bretagna e non solo, in cui viene così presentato un personaggio: un giovane eroe che viene più volte citato nel libro dello storico

Il Druido e il mondo vegetale

Il legame che c’è tra lo sciamano druido e il vegetale è così evidente che, spesso, nelle iconografie si vede il druido e l’albero quasi fusi insieme. L’albero del mondo sciamanico è il frassino: senza nodi, alto, forte, senza chiusure; oppure la quercia: salda e poderosa, secolare quasi come la sequoia, e, ancora, la betulla, albero che resiste al freddo più di ogni altro che si trova a nord.

Le Quattro lettere divine

Al giorno d’oggi pochi sanno cosa sia veramente la Cabala, associata, spesso erroneamente, ad attività legate alla superstizione, al gioco e così via.

La Cabala, in realtà, viene considerata la base fondamentale di ogni dottrina: è una complessa e antichissima filosofia che si occupa dei rapporti tra il mondo terreno e la divinità. Le sue radici risalgono al Talmut e all’Antico Testamento, ma la sua vera fioritura è avvenuta in parallelo con il cristianesimo di cui la Cabalah è sostanzialmente un’antagonista.

Il Vischio, pianta sacra

Plinio (Natura, XVI, 249) ci narra inoltre di come raccoglievano il vischio, in modo tale, cioè, da preservarne tutta la magicità; ci parla della considerazione che avevano i Druidi per questa pianta singolare, che nasce "parassita" di alcuni alberi ed è sprovvista di radici proprie. Visto che Plinio non identifica la pianta-portatrice del vischio, ne deduciamo che questo non sia così importante.

ANTICHI RETAGGI DI CULTI PAGANI: l'Albero di Natale

La tradizione dell’albero di Natale è un’usanza che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che risale ad antichi riti pagani legati al solstizio d’inverno.

Oggi l’albero si presenta adorno di luci e illuminazioni, decorazioni e fili colorati, simboli che rimandano a costumi pagani come i nastri colorati che ricordano i capelli delle fate o le illuminazioni che riportano alle tradizioni dei falò e del "ceppo" di Natale.

Totem e il simbolismo degli animali

Nell’antichità, i Celti costituivano un gruppo etnico che per sopravvivere doveva scendere a patti con i popoli che man mano incontrava. Alcuni reperti archeologici di epoca preistorica testimoniano che le popolazioni celtiche avevano un rispetto particolare per alcuni tipi di oggetti materiali. E’ come se questi reperti testimoniassero l’esistenza di un rapporto speciale tra la persona e l’oggetto in questione. Nei racconti epici che ci hanno tramandato compaiono riferimenti importanti sia sul mondo vegetale, sia su quello animale.

I CELTI E IL SIMBOLISMO DEGLI ANIMALI

Nei suoi risvolti religiosi, il Totemismo si manifesta come un vero e proprio culto dell’animale – totem, e cioè dell’animale che era ritenuto come un proprio antenato. I rapporti tra l’uomo ed il suo totem sono reciprocamente benefici: il totem protegge l’uomo e l’uomo esprime il suo rispetto per il totem in diversi modi: ad esempio, non uccidendolo, quando si tratta di un tipo particolare di animale (se si è costretti ad ucciderlo, lo si fa osservando un prescritto rituale di scuse e di cerimonie espiatorie) o non cogliendola, quando si tratta di una pianta

Su un eroe druido di nome Diarmaid possiamo leggere molte cose interessanti. La sorte di questo eroe, infatti, sarebbe legata ad un cinghiale. Su di lui esistono molte leggende. E tutte spiegano che il fratello di Diarmaid avrebbe ucciso accidentalmente un cinghiale. Proprio questo fatto sarebbe all’origine del divieto (tabù) di cacciare il cinghiale per tutti i suoi discendenti: pena la morte.

Gli antichi sciamani ci hanno tramandato molte cose, ma soprattutto affermavano che la buona salute dipende dal corretto modo di allineare le dimensioni dell’uomo, queste sono: spazio, tempo, sogno, mente, spirito creatività, raziocinio. L’unione di queste sette dimensioni si manifestano come coscienza nel mondo fisico e governano l’esperienza della coscienza nel corpo, in questo modo è possibile sconfiggere anche la morte.

FANTA-SCIAMANESIMO: il linguaggio dell'essere - Attualità dei riti

Per parlare di riti sciamani occorre dare un accenno agli archetipi, a questa matrice di idee e sentimenti che albergano in ciascuno di noi e che presiedono al nostro orientamento psichico e quindi dominano la zona più profonda di noi stessi. Il nostro inconscio, mi sembra riduttivo a confronto dei riti e quindi della liturgia in genere.

Per il fanta-sciamanesimo (e per la psicologia) il nostro superconscio agisce come trasmettitore e ricevitore delle idee che derivano dal superconscio degli altri; aprendo i canali comunicativi dal nostro superconscio a quello degli altri. Questo significa una forza nuova, una fede nuova ed una salute diversa, migliore. L’uomo nuovo, per la scienza del fantasciamanesimo ha forme di ricetrasmittenza di pensiero più elevate dei suoi antenati.

Come stimolare la Mente

In realtà l’uomo ha due cervelli, ma questi non hanno nulla a che vedere con i due cervelli di una specie di dinosauri di alcuni milioni di anni fa. Alcuni di questi enormi animali avevano un cervello molto piccolo nella testa ed un altro alla base della spina dorsale, che potevano controllare l’enorme corpo evitando sforzi troppo pesanti al cervello situato nella testa.

Sciamanesimo: L’ANIMA

Shakespeare, quando scrisse del cervello, lo chiamò: “Quella cosa che alcuni pensano sia la fragile dimora dell’anima”. Parliamo, appunto, del fanta-sciamanesimo dell’anima: come sviluppare la capacità d’amare (che l’anima ha già, di per sé, in forma innata, ma che viene repressa nel corso della vita, innalzando un meccanismo di difesa tra noi e il mondo).

A scuola di Fanta-sciamanesimo: la creatività

I cultori dello sciamanesimo o meglio del fanta-sciamanesimo danno una grande importanza al legame fra fisicità e coscienza, ed è possibile, quando la coscienza si espande, facendo uscire il subconscio, scoprire l’anima e così giungere alla creatività. L’anima rozza, priva d’educazione artistica, non sa creare. E saper creare significa “inventare”. Chi può negare la parte occulta che esiste nelle belle arti? Così per la musica, la pittura, la scultura.

Fantasciamanesimo: lo Spazio

Parliamo ora di una delle tre dimensioni che l’uomo nuovo deve scoprire se vuole ripercorrere la grande saggezza degli sciamani. Ci addentreremo nell’irrazionale, cioè nel mondo astratto di cose che riguardano energie interne a noi (psichiche) ed energie esterne a noi (cosmiche).

Queste dimensioni sono: Spazio, Sogno, Tempo.

Per il fanta-sciamenesimo, o ritrovamento del nostro atavico guaritore, per sogno si intende un sogno cosciente. Pensate a quando, in estasi, sognate l’incontro con una persona, oppure di diventare ricchi: ecco, il “sogno lucido” del fantasciamanesimo ricorda questo molto da vicino.

Ci sono certe persone che, nel leggere "il Fanta-sciamanesimo", mi scrivono che, nei miei articoli, sono troppo fantasiosa. Altri, in prevalenza donne, che dicono di non sapere cosa fare della propria vita. Si dichiarano infelici, poco amate, e si buttano via un poco al giorno senza lontanamente sospettare quale ricchezza sia un corpo in cui vivere e quanti incalcolabili tesori siano racchiusi in una vita.

Una grande mostra tra sogno, inconscio, mito e fiaba

Mostra di Palazzo Zabarella - Padova

Quando si parla di simbolismo, innanzitutto non si pensa a nomi italiani, si pensa a poeti francesi: Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Mallarmé; il quale, però, innescarono nella cultura europea del loro tempo, la seconda metà dell’ottocento, il contagioso germe della rivolta contro la dittatura artistica della realtà.

La vita in miniatura come modello culturale antropologico che attraversa le epoche

Museo Etrusco di Chianciano Terme (SI)

I caratteri sono quelli dell’alfabeto etrusco, vanno letti da destra a sinistra, la parola però è italiana: “Anime”.