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Io Sono Il Donatore - Vita Impersonale

VITA IMPERSONALE - Io Sono Il Donatore

Questo testo è stato pubblicato per la prima volta in un volume negli anni '80 dalla Libreria Editoriale Sibilla e distribuito gratuitamente, contiene importanti rivelazioni comunicate a una nota medium. Nell'ottica delle comunicazioni ricevute, l’autrice ha richiesto che questi messaggi venissero divulgati in modo che se ne potesse far uso, ma, al tempo stesso si è raccomandata che non ci fosse alcuna speculazione commerciale. Quindi: anonimato d'obbligo. È stato pubblicato una seconda volta, nel 1993 sul giornale periodico "L'Altra Scienza" Libreria Editoriale Sibilla (registrato al tribunale di Genova N. 36/92 Registro Stampa 2235/92). 

Negli anni duemila, giunto in mani a vari operatori, che lo credettero sconosciuto ed inedito, venne commercializzato in diverse edizioni, con nostro grande disappunto, e spesso ponendo come autore “Conte di Saint Germain, Cagliostro, Joseph Benner".

Abbiamo quindi deciso di pubblicare la versione originale sul questo portale (dove l’autrice collabora da diversi anni nell'anonimato), in modo che tutti possano conoscerlo gratuitamente. 

L’autrice ha deciso di tenere su questo blog una rubrica per approfondire le tematiche,  chiunque fosse interessato ci contatti.

Io sono. A te che leggi, io parlo. A te, che per lunghi anni, vagando innanzi e indietro, hai con ardore cercato nei libri, negli insegnamenti, nelle filosofie, nelle religioni, non sai neppure tu che cosa: la verità, la felicità, la libertà, Dio.

A te, Anima stanca e scoraggiata, quasi senza speranza, che molte volte hai afferrato un barlume della verità cercata, solo per riconoscere che essa si dileguava come il miraggio nel deserto.

Ora, perché tu possa conoscermi ed essere perciò sicuro che sono Io, il tuo vero Sé, che dico queste parole, devi prima imparare a essere calmo, ad acquietare la tua mente e il tuo corpo umani e tutte le loro attività, fino a non essere più cosciente di esse.

Può darsi che tu non sia ancora capace di fare ciò; ma io ti insegnerò, purché tu voglia realmente conoscermi e sia disposto a darne prova affidandoti a Me e obbedendomi in quanto sto per chiederti.

Se ciò che hai letto ha svegliato dentro di te una risposta e la tua anima brama di ricevere ancora di più, allora tu sei pronto per quanto segue.

Ma se tu discuti ancora, o ti ribelli all'apparente pretesa di autorità divina con cui qui ti si parla, e il tuo intelletto ti dice che si tratta solo di un nuovo tentativo per sedurre la tua mente con scaltri suggerimenti e sottile sofistica, allora tu non avrai beneficio da queste parole; poiché il loro significato è finora nascosto alla tua coscienza mortale e la mia parola deve giungere a te per altre vie e sotto altre forme.

Conosco i molti pensieri che si affollano, mentre leggi, alla tua mente; conosco i dubbi, l'ansioso interrogare, il vago timore che lentamente si trasfoma in una crescente speranza: nella speranza che questo beleno del mio intento, appena penetrato nel tuo oscuro intelletto umano, possa brillare più intensamente e permetterti di vedere chiara la verità, che per istinto senti celata sotto le mie parole.

È possibile che tu non sappia ancora che Io sono, che tu non creda che Io sono Te realmente, e che Io sono in ugual modo tuo fratello e tua sorella e che siete tutti parti di Me e uno con Me. Tu puoi non riconoscere che l'animo tuo e quello dei tuoi fratelli, le sole parti veramente imperiture del tuo tu mortale, sono soltanto aspetti differenti di Me, esprimentisi nella cosiddetta Natura. Così pure può essere che tu non comprenda che tu e i tuoi fratelli siete aspetti o attributi della mia divina Natura, precisamente come la tua personalità umana, con il suo corpo, la sua mente e il suo intelletto mortali, è un aspetto della tua natura umana.

Ho detto che l'uomo non pensa; che sono io dentro di lui, che penso; ho anche detto che l'uomo crede di pensare. Siccome questo è, in apparenza, una contraddizione, io ti mostrerò che l'uomo normalmente non pensa, più che non faccia ogni altra cosa ch'egli supponga di fare. Poiché io, dentro di lui, faccio tutto ciò che egli fa; ma lo faccio necessariamente per mezzo del suo organismo, della sua personalità, del suo corpo, della sua mente e della sua anima.

Prendiamo ora la chiave e vediamo come il piano e il processo ora descritti siano quelli con cui il mondo venne all'esistenza e come la terra e tutto quanto essa contiene, compresi te e i tuoi fratelli, non siate che manifestazioni esterne di un'idea, della mia Idea, che ora viene pensata in espressione di vita.

Ti è stato detto che la Terra, e tutte le cose che le appartengono, sono soltanto la manifestazione esterna della mia Idea che è ora in processo d'essere pensata in perfetta espressione. Ti è stato mostrato che la mia Idea è responsabile di tutte le cose create e che Essa è la causa e la ragione di tutte le manifestazioni, tu e i tuoi simili compresi, poiché tutte sono state pensate in esistenza da me, il Pensatore e Creatore originario, l'Uno

Di proposito io non ho esposto chiaramente tutto il come e il perché di queste cose; poiché mi riservo (quando tu mi chiederai di farlo e quando sarai capace di riceverlo) di ispirarti dall'interno, con una visione dello sviluppo della mia divina Idea e della sua finale, perfezionata espressione, molto più vasta di quella qui raffigurata.

Esaminiamo ora alcune delle cose che io ti ho dato, specialmente quelle delle quali tu non puoi ancora riconoscerne come il Donatore.

Tu pensi, forse, che la posizione che occupi attualmente nella vita non sia la più adatta all'espressione della mia Idea che incalza entro di te. Se così è, perché non esci da codesta posizione e non vai in quella che sceglieresti? Il fatto stesso che tu fai o non fai o non puoi fare ciò, prova che, per adesso, tale posizione è la più adatta a svegliare in te certe qualità necessarie alla mia perfetta espressione e che io, il tuo Sé, ti costringo a rimanervi finché tu non riconosca il mio intento e il significato nascosto nel potere che codesta posizione ha di turbare la tua pace di mente e di mantenerti così insoddisfatto.

A te che senti ancora il desiderio di leggere libri, credendo di trovare in essi una spiegazione dei misteri che ora ti nascondono il significato delle espressioni terrene della mia Idea, io dico: è bene che, seguendo gli impulsi che io ti mando, tu cerchi così all'esterno altre interpretazioni del significato che la mia Idea esprime per mezzo di essi; io renderò tale ricerca proficua per te, benché non nella maniera che tu immagini.

O tu, che nel tuo desiderio di servirmi sei entrato in una chiesa, in un'organizzazione religiosa, in una società occulta, in un qualunque ordine spirituale, credendo di far cosa grata a me con l'aiutarne e appoggiarne l'opera, nella speranza di ricevere in cambio favori speciali da me, ascolta queste mie parole e medita su di esse.

O tu, che ti attieni ancora all'Idea, professata in varie dottrine, che io provvedo un maestro, un istruttore divino, a ogni aspirante all'unione con me: ascoltami.

Ti ho permesso in passato d'immergerti in ogni sorta di libri e d'insegnamenti mistici e occulti, incoraggiando il tuo desiderio di conseguire i poteri necessari a raggiungere l'unione con me, in quegli insegnamenti preconizzata, fino a risvegliare in te una lieve coscienza del possesso di tali poteri.

A te che paventi che le mie parole possano distruggere la fede nel Signore Gesù Cristo e il tuo amore per Lui, io dico:

Circa duemila anni or sono, quando il processo di espansione della mia Idea aveva raggiunto lo stadio in cui potevo manifestare parte della mia divina realtà, per fare questo, e così ricordare ai miei attributi umani la loro missione sulla Terra, fu necessario esprimere per mezzo di una personalità umana e di manifestare in una forma umana i miei attributi divini, perché le menti e gli intelletti umani potessero vedere e ricordare ed essere ispirati, da Me internamente, a lasciare che nello stesso tempo la mia Idea si esprimesse e si manifestasse nelle loro personalità umane.

O tu che sinceramente desideri di consacrarti a me e sei disposto a dare tutta la tua vita a me, rinunciando a tutte le tue idee personali, a tutte le tue speranze, a tutti i tuoi scopi personali, perché io possa esprimere per mezzo tuo liberamente e pienamente la mia idea impersonale, ascolta con attenzione queste parole.

Ci è stato chiesto di chiarire il concetto del perdono.

 R. Perdonare non significa dimenticare, obliare, significa ricercare le vere cause che hanno provocato il comportamento dannoso ingiusto, trarne il significato, scoprire le condizioni oggettive, istituzionali, culturali e porvi rimedio.

 D. Cosa si deve fare, quale comportamento?

 R. Ti ripeto: perdonare, non significa dimenticare né tanto meno benedire, non significa obliare, altrimenti ci si mette nella condizione favorevole perché i comportamenti nocivi di chi sai, si ripetano in condizioni più aggravate.

 D. Cos’è il perdono?

R. Perdonare è un atto sacerdotale diretto ai fratelli e al “nemico” (parte di noi stessi) che desidera il perdono e che lo deve volere, o che si trova nelle condizioni di non poter più nuocere, affinché l’atto del perdono non si traduca in una beffa per colui che lo manifesta. Tutto questo, consiste anche l’amore verso il nemico, cioè capire anche le sue ragioni. Cercare di convincerlo a cambiare strada e a non infierire su di lui una volta sconfitto.

D. Come si sente chi perdona, diventa migliore?

R. Chi perdona diventa autorità di giudizio di chi viene perdonato.

D. Quando perdono, come mi devo comportare?

R.  Perdonare non significa l’obbligo di riconciliazione tra vittima e carnefice, ma far si che la vittima sia risarcita dal “carnefice” con tutti i mezzi che ha, non potendo mettere sullo stesso piano nel perdono il “risentimento” della vittima e l’odio gratuito, ingiusto del carnefice.

D.  Ma è difficile? Spiegami?

R.  Perdonare, non significa dimenticare, anzi significa l’opposto; significa “ricordare”, significa analizzare le vere cause che hanno provocato il comportamento dannoso, ingiusto; trovare il significato palese-occulto-individuale porvi rimedio senza inutili vendette.

Perdonare significa verità, luce: far luce significa conoscenza profonda del fatto solo dopo aver capito è possibile perdonare e “amare” e “pregare” per trovare rimedi.

D. domanda – R. risposta.

 

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L’autrice del testo ha deciso di tenere si questo blog una rubrica, chiunque fosse interessato ci contatti.

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