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Teoria della Reincarnazione

L’anima del bambino può essere, e spesso è, molto più antica di quella dei suoi genitori. Incarnandosi essa può avere portato in questa vita una lunga e complessa storia di vite vissute, di nascite e di rinascite che la mente dei genitori non riesce neppure ad immaginare. Questo lo si può appurare già nei primissimi mesi. Fin verso il primo anno, si svolge il delicato e complesso processo di integrazione nel minuscolo corpo nuovo.

L’incarnazione dell’anima, infatti, si completa attraverso i vincoli sempre più stretti che vengono a crearsi con il piano fisico e con le sue realtà, buone o meno buone, in base alla vita che siamo chiamati a vivere. Certamente, è un processo che ha momenti difficili, e questo spiega certe esplosioni di collera, certe disperazioni che il bambino, ancora nella culla, manifesta, e il suo bisogno infinito di essere consolato e considerato.

Man mano che il bambino prende coscienza della sua condizione fisica, man mano che i sensi fisici si svegliano e che egli diventa padrone, i sensi astrali si opacizzano e il bambino diventa gradatamente estraneo alla condizione astrale, che è poi quella dell’anima e quella del sogno.

Tuttavia, finché non si instaura la coscienza piena della vita fisica, il sonno e la veglia, mondo onirico e realtà, come comunemente li intendiamo, sono, nel bambino ancora infante, condizioni rovesciate. Il piccolissimo è, infatti: sveglio quando dorme e gli sembra di essere addormentato quando è sveglio. Trova, in sostanza, lo stato di veglia "strano", come noi troviamo strana la condizione del sognare. Questo perché la coscienza è ancora ancorata all’anima e non al corpo, come comunemente avviene per l’adulto.

Se non avvengono fatti traumatici, il bambino conserva a lungo, fino verso i sette anni di età, un dinamico rapporto con il mondo astrale, reso evidente dai sogni ricchi di avvenimenti e sempre colorati dalla fantasia. Sogni, fantasie, fiabe e giochi, intesi questi ultimi non come passatempi o situazioni competitive, procurano nutrimento alla sua anima, sanandola! Sempre, quando si parla dei sogni si parla dell’anima: ma questo è specialmente vero se il soggetto è un bambino.

In breve, per farvi comprendere di più questa teoria, una nota esplicita su un tema vasto: è possibile anche delineare gli orientamenti di base per una corretta interpretazione del materiale onirico e fantastico che può offrire un bambino. Tuttavia, vale la pena ricordare non solo che è positivo incoraggiare queste confidenze nei propri figli, ma, soprattutto, che occorre ascoltarli con il giusto atteggiamento, facendo loro da specchio, e più ancora, senza interferire con giudizi, opinioni, commenti, ma con incoraggiamenti, consolazioni, spiegazioni. Infatti, ciò che li aiuta è l’ascolto, la compenetrazione su quanto vanno dicendo.

 

di Cinzia Sibilla Biffino

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