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Su un eroe druido di nome Diarmaid possiamo leggere molte cose interessanti. La sorte di questo eroe, infatti, sarebbe legata ad un cinghiale. Su di lui esistono molte leggende. E tutte spiegano che il fratello di Diarmaid avrebbe ucciso accidentalmente un cinghiale. Proprio questo fatto sarebbe all’origine del divieto (tabù) di cacciare il cinghiale per tutti i suoi discendenti: pena la morte.

Il simbolo totemico del cinghiale è molto diffuso nella Gallia (l’odierna Francia), dove quasi tutte le insegne di guerra sono sormontate da aste che rappresentano dei cinghiali. Nel calderone di Gundestrip c’è una placca dove è scolpito un cinghiale e dove i guerrieri hanno un elmo dove è stata fatta l’incisione di questo animale totem.

È probabile che, col tempo, il cinghiale sia passato a rappresentare le forze solitarie del guerriero. Ma ritorniamo all’eroe druido che ha lasciato scritte molte opere di sé: Cû Chulainn. Prima di essere iniziato si chiamava Sètanta. In seguito alla morte di un cane che, per sbaglio, egli stesso aveva provocato, gli viene imposto il soprannome di “Cane di Chulainn”. Ma il fatto era che egli aveva ucciso il cane da guardia di un fabbro e, sentendosi in colpa, aveva deciso di fare lui stesso la guardia, per proteggere il fabbro. Ecco come Sètanta ottiene dal druido Cathhad la trasformazione del suo nome. Da allora, egli porterà sempre il nome di Cû Chulainn, che significa appunto Cane di Chulainn. In questa storia si può intravedere l’allusione ad un rito druido ed iniziatico, a cui Sètanta sarebbe stato sottoposto per poter accedere – in qualità di membro a pieno titolo - al suo clan che aveva appunto, come simbolo totemico, proprio un cane. Fra le tante storie legate al totemismo, e cioè al connubio tra uomo e animale, ricordiamo la storia di Kulhwch, un giovane che nasce in mezzo a un branco di porci domestici. Poi, la storia di Prydui, un altro eroe che - si dice - venne rapito alla sua nascita e poi deposto in una stalla dov’era appena nato un puledro. L’irlandese Art, figlio di Conn - o meglio “Testa di Orso” - prese questo nome totemico dopo avere conquistato la figlia di Coinechend. E per finire cosa dire di Re Artù, che significa orso? E che dire poi, lo ricordiamo solo per curiosità, che l’orso è il simbolo (mi verrebbe quasi da dire animale totemico) della Russia?

Senza dimenticare i totem delle tribù dei nativi americani con scolpiti simboli di animali il cui significato rappresentavano le regole di comportamento dell'intera tribù.

Il divieto di uccidere l’animale di cui si porta il nome è molto più di una regola: è una legge totemica. Ma se tutto ciò ci fa sorridere, se tutto ciò ci fa pensare che i nostri antenati celtici fossero solo dei “barbari”, riducendo così, ai nostri occhi, il significato del totemismo druidico - allora faccio subito un breve cenno al totemismo che, nel terzo millennio, hanno le squadre di calcio italiane! Tutte o quasi tutte le squadre hanno nella loro bandiera l’effigie di un animale. Così il Torino il toro, la zebra la Juventus, la Roma la lepre, il Genoa il grifone e così via… non voglio prolungarmi perché è giusto che lo faccia chi legge: è un modo come un altro per riscoprire il nostro cuore celtico e il Totemismo che è in noi.

 

 

 

 

di Cinzia Sibilla Biffino

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