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POSSIBILI SIGNIFICATI DEI FAIRIES PRESSO LA TRADIZIONE CELTICA

Si dice che chi è dotato di seconda vista può vederli.

Thomas il sincero, Tam Lin e alcuni altri si sono innamorati della loro regina era forse sempre la stessa donna?
Nella notte di Halloween quando le anime sono desiderose di incarnarsi hanno dapprima udito il tintinnio dei campanelli d’argento legati alla criniera dei loro stupendi cavalli hanno poi visto comparire i cavalieri coi loro volti affilati con i capelli dagli strani boccioli mossi dal vento hanno osservato i loro abiti sontuosi.

 

Qualcuno ha udito la loro musica divina e quando gli è apparsa la regina
nella sua soprannaturale bellezza come per un incantesimo d’amore ha dovuto seguirla… (BRANO N.°6)

Si dice che O’Carolan, tradizionalmente l’ultimo dei grandi bardi irlandesi, sia entrato a contatto coi Fairies una volta che si era addormentato presso un tumulo preistorico, secondo la tradizione, dimora dei Fairies. In sogno gli sarebbero state rivelate le melodie fatate e durante la vita non avrebbe fatto altro che ricordarle.

Alcuni titoli dei suoi brani sembrano confermare la leggenda: "La regina delle fate", "La separazione dell’anima e del corpo", "L’elevazione".

Il tutto sembra significare che, per i Celti, l’ispirazione, come anche l’acquisizione di ogni arte e della saggezza, deriva dal contatto con i Tuatha, gli dei irlandesi; i Fairies appunto.

Ho già descritto l’importanza di questi viaggi iniziatici nel mio articolo sul valore simbolico dell’acqua presso i Celti.

Qui basti aggiungere che i Thatha, oltre che dei da raggiungere, sembrano essere spiriti di antenati cui far riferimento per proseguire una tradizione.

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio nei regni segreti dove il mondo fatato è in fondo quello dove la mente, o forse è meglio dire l’anima, trova la sua dimora.

Come dice Taliesin:

Eppure il ritrovare il paradiso perduto e la primitiva innocenza porta egualmente il nostro viaggiatore ad aver nostalgia del nostro mondo ed eccolo ritornare fra i mortali, eccolo venire preso per fantasma quando tutti ormai lo davano per morto, eccolo tornato a volte più saggio, a volte più smarrito.

E il nostro mondo, benché anch’esso fonte di stupore e di meraviglia, diviene ai suoi occhi per molti aspetti ancora più strano del mondo fatato.

Lo strano paese allora non è più il paese fatato situato ai primordi dell’umanità, al di là del bene e del male nel primitivo candore, lo strano paese è il nostro seducente mondo pieno di illusioni.

(parte seconda) Brano musicale n°7

Io sono venuto da un paese di luce

in uno strano paese

Il paese che ho lasciato è dimenticato del tutto

nel paese che vedo.

La terra rotola sotto i miei piedi

e le stelle quiete risplendono

le acque salgono e si ritirano

i venti vengono e vanno.

(Robert Buchanan)

di Gian Castello.

 

LO STRANO PAESE

 

Fui incantato dall’acqua della nona onda

Fui incantato dal saggio dei saggi

Nel mondo primitivo…


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