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Solstizio d'estate - la festa di San Giovanni

Giovanni Battista è senza dubbio uno dei santi più amati in particolare dagli esoteristi cristiani. La storia ce lo mostra vestito di pelli di cammello, che vive cibandosi di ciò che trova: locuste e miele, nel deserto non trova null’altro, perché Egli è la voce del profeta, che grida nel deserto la verità, che egli sfida i potenti, e colui che anticipando Cristo ne predice le gesta: "Io vi battezzo con l’acqua; ma verrà uno dopo di me, e che è prima di me. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e Fuoco.". Giovanni Battista battezza con l’acqua. Il 24 giugno il Sole entra nel segno del Cancro, domicilio della Luna. Il Sole, elemento maschile, virile, inizia a tramontare

Il raccolto del 31 luglio, segno del Leone, era detto nei tempi antichi Lugnasad, ovvero secondo gli antichi bardi celtici, "le nozze del Sole e della Luna". Molti che si interessano di esoterismo alchemico, però, hanno ben chiara l’immagine ermetica di Sole e Luna che si fondono per creare l’uovo cosmico. Giovanni, infatti, predice qualcuno che, dopo di lui, battezzerà col fuoco dello Spirito Santo. Questo ci ricorda che siamo in fase "coagula", fase iniziata a Calendimaggio. Così, parliamo un po’ sui simbolismi solstiziali. All’inizio dell’anno siamo nei circolaire dei Saturnali, ma, ciò che è importante ricordare, è che questo solstizio sia colmato da una figura grande e così poco esoterica come quella del Battista. Allora, ciò deve per forza avere un significato particolare. Sappiamo che, dal punto di vista esoterico, non esiste discontinuità nelle trasformazioni, fosse solo quella del calendario e dei simbolismi collegati, perché è sbagliato pensare che vi sia divisione tra religione antica (ormai persa nella notte dei tempi), e religione moderna che possiede una verità assoluta. Così come è sbagliato pensare che il cristianesimo sia un netto taglio con il passato, in cui tutto il prima fosse menzogna e falsi profeti e dei. Quello che di buono nell’antichità c’è stato, è stato tramandato. Bisogna vedere il tutto come processo evolutivo. Ossia, delle tenebre alla penombra e da questa alla luce della verità. Così i due Giovanni prendono il posto di Giano, nei solstizi più importanti, di trasformazione e questo non è certo casuale. Direi, piuttosto, che è voluto da un disegno superiore e chiaro, perché contrassegna la nuova era. I simbolismi vanno compresi, così si fanno difficili agli occhi del profano, e qui il vero iniziato dovrà (comprendere) con la propria intuizione ciò che non mi è premesso dire. La "rugiada" di San Giovanni (parlerò nel prossimo numero del giornale l’importanza dell’acqua per lo sciamano) è ciò che resta nella tradizione di quest’acqua che nelle feste popolari si associa ai fuochi tradizionali, i cosiddetti falò, dove vengono bruciate le "cose" o situazioni che ci hanno fatto soffrire, tutte le ingiustizie che il profeta Giovanni ha esorcizzato nel deserto. Queste immagini simboliche, anticamente, erano vissute realmente e parlavano al cuore del contadino, accendendo una certezza di fede che oggi si perde nelle fredde effemeridi degli oroscopi, o nelle mangiate che si fanno a San Giovanni, perdendo di vista sia la fede che la verità dei popoli. Così, l’archetipo non trova più se stesso e neppure l’ispirazione che parlava dritto al cuore delle persone. Festeggiate in modo reale e concreto la festa del 24 giugno, solstizio, legato a San Giovanni Battista, consapevoli che portare avanti la tradizione significa tramandare a chi verrà dopo noi degli archetipi in cui troverà, senza dubbio, molte verità!


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