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Il Mito di Avalon

Strettamente legata al mito arturiano è l’isola di Avalon, mitico luogo da dove provennero i Thuatha de Danann e ove, secondo la leggenda fu seppellito il primo Artù.

Il nome Avalon deriva dal cirillico AFAL cioè pomo. La figura del pomo, e quindi del legame agricolo, fa parte di tutta una simbologia dell’isola che la lega così di diritto al culto lunare altrimenti poi detto della dea Madre.

(Foto: l’isola di Avalon, illustrazione di Tanja Alharir-Wendel.)

Avalon dunque significa "terra dei pomi", ma il nome Avalon riporta da vicino a Ablem\Belem che sarebbe l’equivalente celtico di Apollo e quindi ritroviamo anche qui il dualismo Terra-Sole di cui abbiamo già parlato. Un altro nome di Avalon era la "terra degli immortali" o, detta anche Tir na n’-og , "paese della giovinezza". Sempre secondo le leggende celtiche simbolo della terra iperborea è anche l’ALBERO D’ARGENTO CHE RECA IL SOLE ALL’ESTREMITA’ (e il simbolo è facilmente riconducibile al culto lunare il cui metallo è proprio l’argento), LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA e LA COPPA ( ovviamente legata al simbolismo tellurico).

È da Avalon che provengono i Thuatha de Danann, letteralmente "la stirpe della dea Dana", detta anche ANA la quale non solo è madre ma è anche nutrice invisibile. Potrebbe essere un caso se la madre della Madonna, spesso scambiata con una vergine nera, si chiama proprio ANNA? Quindi da tradizioni iperboriche il nome Anna è simbolo di Madre.

Il legame tra Avalon e le terre iperboree dei miti greci è notevole, infatti secondo i miti greci nelle terre iperboriche avevano soggiornato sia Apollo che Artemide, e quindi anche nelle terre iperboriche ritroviamo il ricordo del culto lunare-solare e del dualismo uomo-donna, terra-sole….

Le terre iperboree erano posizionate per i greci nelle vicinanze del polo nord, come del resto il Giardino delle Esperidi. Molti eroi si recarono in siffatto luogo alla ricerca, guarda un po’, delle mele d’oro, che non fanno altro che ricordare la "terra dei pomi" cioè ancora Avalon. Molti furono gli eroi che tentarono di raggiungere questo mitico luogo, tra loro Eracle riesce ad accedere al giardino poiché immortale, e non a caso un’altra dizione di Avalon è quella di "terra degli immortali", qui il nostro erode deve lottare contro tritone e per passare indenne attraverso l’oceano usa la COPPA DEL SOLE (altro riferimento ai miti celtici).

Custode del giardino e dell’albero delle mele d’oro è il serpente Ladone, secondo alcune versioni Eracle uccide il serpente. Abbiamo già esaminato la profonda simbologia dell’uccisione del serpente o del drago da parte di Thot, San Michele e numerosi altri santi… essa non rappresenta altro che la conquista della conoscenza e il saper domare le potenti energie telluriche.

Ma un mito simile lo ritroviamo anche in oriente, con Alessandro Magno, egli raggiunge il famoso regno di Prete Gianni, ove "crescono gli alberi del sole e della luna", dizione che ricorda da vicino l’albero d’argento con il sole in sommità di Avalon e non solo, perché anche nel regno di Prete Gianni è presente una fonte della giovinezza, le cui acque ridonavano gioventù e vigore, lo stesso Prete Gianni vi si sarebbe immerso più volte raggiungendo la rispettabile età di cinquecentosessantadue anni.

Così cercando abbiamo risolto un altro enigma, un enigma racchiuso tra le mura di Castel del Monte.

Infatti ricordiamo il bassorilievo fortemente voluto da Federico II a che rappresenta una scena di caccia il cui protagonista è proprio Alessandro Magno, bene esso rappresenta proprio la "cerca di Avalon" mitico luogo da ove proviene il Graal e la religione primordiale!

Di Andrea Romanazzi

Tratto da "L'Altra Scienza" N.44 - Libreria Editoriale Sibilla (Reg. tribunale di Genova N. 36/92 Registro Stampa 2235/92).


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